Storie di Terra


La storia

La storia della nostra azienda è strettamente legata alla storia del territorio.

A pochi chilometri dall’attuale centro abitato di Torremaggiore sorgeva il borgo medioevale di Castelfiorentino o FlorentinumEdificata dai bizantini tra il 1018 e il 1023, nel corso del XII secolo finì nei possedimenti dell’Imperatore Federico II di Svevia il quale, il 13 dicembre del 1250, vi trovò la morte così come predetto dal suo medico ed astrologo Michele Scoto: “apud portam ferream sub flore” cioè presso la porta di ferro in quel luogo che ha il nome di fiore.
La città di Fiorentino fu successivamente distrutta nell’ottobre del 1255 durante le aspre lotte tra il papato e la Casa di Svevia, gli abitanti superstiti si rifugiarono in maggioranza a Torremaggiore, seppur in forma graduale e non immediata. La vita a Fiorentino non si riprese mai più.

L’origine di Torremaggiore risale all’anno Mille, quando il casale col nome di Terra Maggiore era infeudato alla vicina abbazia benedettina di S. Pietro. Le aspre lotte scatenatesi dopo la morte di Federico II tra il Papato e Manfredi di Svevia portarono alla distruzione di Fiorentino e Dragonara, il 26 ottobre 1255. I superstiti delle due città, stabilendosi all’ombra dell’Abbazia di S. Pietro, nei pressi del Castrum normanno-svevo, ora inglobato nel Castello Ducale, diedero vita all’odierno borgo antico di Torremaggiore.
Il borgo di Torremaggiore passò successivamente prima ai Templari, poi al re Roberto D’Angiò e a sua moglie Sancia, successivamente si susseguirono diverse case signorili fino a giungere al casato dei De Sangro, discendenti dei duchi di Borgogna, che la governarono sino al 1806, anno di abolizione dei diritti feudali.

I De Sangro rimasero in città sino al 1890, anno della morte dell’ultimo Principe di San Severo: Michele De Sangro.
Nel corso dei secoli hanno profondamente e visibilmente segnato la storia di questo territorio: è a loro principalmente che si deve la prosperità dell’agricoltura torremaggiorese, nonché la presenza in questa zona dell’Alta Daunia della Cultivar Peranzana, importata dalla Provenza.
Michele De Sangro fu anche il primo ad introdurre in Puglia e ad impiantare per proprio uso a Torremaggiore, nel Trappeto posto nel fossato dell’ala del Castello, il mulino a fuoco e i torchi per trarne l’olio.

La nostra storia di terra è una storia che si tramanda, che passa di generazione in generazione, sapendo sempre abitare il proprio tempo, con lo sguardo fisso verso il futuro, con una eredità grande, ricca, fatta di vita vera.

Foto: Metta Diomedes



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